L´arte di produrre la birra a Villach vanta un´antica tradizione.
Già nel medioevo si documentano diversi birrifici che producono la birra a pietra. Lo slancio vero e proprio inizia a partire dal XVII e XVIII secolo. Il vino, fino ad allora la bevanda preferita nelle città , a causa dell’aumento delle tasse per le molte guerre intercorse diventa costoso per gli stessi abitanti delle città .
Nel 1738 per la prima volta si documenta che un oste di nome Jakob Fischer possiede un birrificio per la produzione di birra a pietra. Egli possiede un´osteria allora di proprietà dello stato accanto ad un convento di frati cappuccini nella periferia più bassa di Villach. La sua proprietà e l'adiacente osteria Schiestl vengono assemblati nel 1765. Più tardi la stessa azienda prende il nome di "Hotel Brauhaus", oggi conosciuta come "Villacher Brauhof".
L´oste e macellaio Johann Fischer ricomincia a produrre birra. Fa ristrutturare il birrificio per la produzione di birra a pietra dei suoi predecessori, dismesso all'inizio del XIX secolo in seguito ai disordini provocati dalle guerre napoleoniche, trasformandolo in un birrificio per la produzione di birra a caldaia.
Questo evento segna la nascita del "Villacher Brauerei". All´inizio Fischer produce la birra principalmente per la propria osteria situata sulla Bahnhofstraße. Il giardino per gli ospiti del locale si trova nel giardino del convento dei frati cappuccini lasciato aperto nel 1786 e acquistato da Franz Fischer, il padre di Johann Fischer.
Il Villacher Brauerei oggi si trova proprio lì.
Nel 1888 Johann Koutnik, che sarebbe diventato poi il genero dell´erede del birrificio Alois Fischer, entra in azienda come apprendista birraio e nel 1894 consegue la sua qualifica da mastro birraio.
Nel 1894 all´età di ventiquattro anni diventa il primo procuratore dell'azienda ed è l´unico responsabile del birrificio Fischer. Annualmente vengono prodotti 6.000 ettolitri di birra che già da molto tempo non vengono serviti soltanto nella propria osteria. Negli anni a venire Koutnik riesce, anche grazie allo slancio economico della città di Villach, ad incrementare sempre più la produzione.
Nel 1900 per la prima volta si raggiunge una produzione annua di 16.000 ettolitri e la città permette all´azienda di utilizzare lo stemma cittadino. In questo modo il birrificio Fischer diventa definitivamente la Villacher Brauerei.
Nel 1901 Johann Koutnik acquista l'azienda dal suocero per un prezzo di 118.000 corone e inizia subito ad ampliare il birrificio. L´intero processo di cottura ed il successivo travaso in fusti e bottiglie vengono automatizzati come anche viene installato un raffrescamento artificiale per le cantine adibite alla fermentazione ed alla conservazione. Per il funzionamento dell´impianto viene impiegata una macchina a vapore Tandem con 120 PS, che dal 1901 produce anche corrente elettrica.
Le birre del birrificio Fischer, la cui principale qualità è la "Brauerei Fischer Märzen Bier", riscuotono un successo sempre più grande. All´esposizione mondiale del 1905 nella città belga di Lüttich un prodotto di Villach viene addirittura insignito di una medaglia d'oro.
Dopo l´installazione della nuova sala cottura tra il 1907 ed il 1908 si ottiene la maggiore produzione mai avuta prima della prima guerra mondiale con una capacità pari a 42.875 litri. Non solo in Carinzia nascono nuove sedi dell'azienda ma anche nella Carniola nell´attuale Slovenia come anche a Trieste, Istria, Pula e Venezia.
La birra del birrificio Fischer viene venduta addirittura a Brindisi ed in Ancona.
La prima guerra mondiale influisce sulla produzione.
Nel 1916 a causa della carenza di generi alimentari, il birrificio non riceve più nessuna fornitura d´orzo. La produzione di birra diminuisce di più di 40.000 litri fino ad arrivare a 5.242 litri (esercizio 1916/1917). Nei singoli stati cade la monarchia, i mercati di allora scompaiono improvvisamente a causa delle elevate barriere doganali.
Oltre al blocco delle esportazioni il proprietario del birrificio di ritorno dalla guerra Johann Koutnik è consapevole del fatto che anche nel piccolo mercato birrario della Carinzia, la concorrenza cresce sempre di più.
Johann Koutnik riesce a rimettere insieme le forze:
Il 30 agosto il birrificio Fischer insieme ad altri birrifici dell’Austria meridionale fonda la "Vereinigte Kärntner Brauereien Aktiengesellschaft". Con il conferimento in natura della Villacher Brauerei Fischer Johann Koutnik assume il 48 percento del capitale sociale, il resto viene suddiviso tra i birrifici annessi e i piccoli investitori.
La Vereinigte Kärntner Brauereien AG riesce ad ampliare le proprie quote di mercato.
Nel 1926 è il più grande birrificio in Carinzia e produce circa un terzo della quantità di birra prodotta a livello nazionale. La crisi economica mondiale degli anni 1930 e 1931 provoca tuttavia delle gravi perdite. Nonostante le avverse condizioni il 1 agosto 1936 per la prima volta si festeggia il Villacher Kirchtag, oggi una delle principali feste poplari austriache più che mai legata all’arte birraria.
Johann Koutnik e sua figlia Dorothea Dobay (più tardi Grubissich) detengono insieme il 49 percento delle quote azionarie della Vereinigte Kärntner Brauereien AG.
Dal 1939 sia la produzione che il mercato iniziano a riprendere. L´11 settembre 1941 Johann Koutnik muore. Le sue quote vengono rilevate dalla figlia Dorothea Grubissich. Nonostante le difficoltà provocate dalla seconda guerra mondiale, nell’esercizio 1943/1944 si raggiunge il massimo limite di capacità del birrificio e quindi una produzione record di 90.000 ettolitri.
Negli anni 1944 e 1945 tuttavia i bombardamenti e i locali e le strutture aziendali incendiate compromettono il futuro del birrificio.
Nel 1947 è quasi terminata la ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale.
Dopo aver superato gli anni di crisi la produzione riprende a crescere. Il comportamento dei consumtori è tuttavia cambiato. Si passa in maniera evidente dal consumo di birra alla spina alla birra in bottiglia, cosa per cui si è reso necessario un´evidente cambiamento nel processo di travaso in bottiglia. Nell´esercizio 1956/1957 la produzione annuale arriva a 108.520 ettolitri.
La birra più amata dai carinziani ora è la Villacher Märzen. All’esposizione mondiale del 1958 a Bruxelles viene insignita del "Prix d´Excellence".
Dopo la ricostruzione della sala cottura nel 1964 nell’esercizio 1965/1966 grazie al boom di presenze straniere in Carinzia per la prima volta si raggiunge una produzione superiore a 200.000 ettolitri.
Inoltre la birra di Villach viene esportata anche in Italia e nell´ex Jugoslavia mentre la maggior parte degli altri burrifici austriaci sono ancora concentrati sul mercato nazionale. L´Italia settentrionale ad oggi è rimasta un´importante fetta di mercato della storica azienda austriaca.
Tra il 1966 ed il 1968 nascono nuovi edifici adibiti alla fermentazione e alla conservazione.
L´epoca delle confezioni in legno è definitivamente terminata. Nella Villacher Brauerei nel 1972 tutta l´azienda passa alle cosiddette bottiglie euro e alle casse di plastica rosse salvaspazio e salvapeso, oltre ai fusti in metallo. Seguono altri investimenti negli impianti.
Nel 1976 con la Glockner Pils si introduce un nuovo tipo di birra che sin dall´inizio ha subito riscosso un enorme successo.
Nel 1982 muore Dorothea Grubissich. Lascia in eredità la sua quota aziendale a sua nipote Madeleine Herberstein.
Nello stesso anno nasce il cosiddetto patto d´intesa sulla birra che da decenni ha delineato la politica commerciale dei birrifici austriaci. Ora ogni locale può liberamente scegliere quale birrificio prediligere come fornitore.
Per la Vereinigte Kärntner Brauereien AG ciò rappresenta l´inizio di un´altra offensiva. In questo modo la birra di Villach passa ad una dimensione ancor più grande di quanto aveva raggiunto fino ad allora diventando la "Birra Carinziana" per eccellenza.
Inizia anche il boom delle esportazioni. Nel 1985 per la prima volta vengono forniti in Italia settentrionale più di 30.000 ettolitri di birra di Villach. Nello stesso anno per la prima volta dal 1945 di nuovo si ritorna a vendere più birra alla spina che in bottiglia. Il motivo non è soltanto il cambiamento delle abitudini dei consumatori austriaci ma anche una nuova politica aziendale.
La birra di Villach si afferma come importante partner nel settore gastronomico.
La Vereinigte Kärntner Brauereien AG nel 1990 assume al 100 percento la Unteregger GmbH, a Villach, azienda specializzata nella produzione di attrezzature per il settore gastronomico.
Nel 1992 vengono sospese le esportazioni di birra in Serbia a causa della crisi jugoslava. Nel 1993 la Vereinigte Kärntner Brauereien AG assume la Schleppe Brauerei di Klagenfurt, la cui esistenza è stata documentata per la prima volta nel 1607. La storica azienda, di cui già dagli anni 70 si deteneva una quota del 33 percento, viene lasciata nella sua sede originale. Da allora la birra di Klagenfurt viene distribuita con il marchio "Schleppe Bier" soprattutto nel capoluogo della Carizia Klagenfurt oltre alla zona orientale e meridionale della Carinzia.
Dopo la ristrutturazione nel 2000 il birrificio Schleppe a Klagenfurt si afferma di nuovo come birrificio produttore di specialità birrarie, sviluppandosi inoltre come centro di cultura della birra e dell'arte birraria. La rinomata distilleria Pfau di Valentin Latschen si trasferisce in uno scantinato con soffitto a volta dell’edificio, il nuovo salone degli eventi di Schleppe diventa il palcoscenico di svariate manifestazioni.
A Villach nel 2004 si dà il via libera ad un grande investimento: Si inizia la costruzione di una nuova sala cottura e la ristrutturazione delle cantine adibite alla fermentazione ed alla conservazione.
Il primo settembre 2005 è stata inaugurata la nuova sala cottura del Villacher Brauerei, una pietra miliare per l´ammodernamento del birrificio. La vecchia sala cottura in cui dal 1964 sono stati prodotti dodici milioni di ettolitri di birra, viene messa a disposizione come KunstHausSudhaus per esposizioni d´arte ed eventi culturali.
Nel 2005 la Vereinigte Kärntner Brauereien AG acquista i diritti di marchio per la birra Piestinger e inaugura un deposito a Markt Piesting, cittadina della Bassa Austria. Da allora si produce la birra Piestinger secondo l´ormai consolidata antica tradizione - il birrificio è stato fondato nel 1841 a Villach.
Nel 2006 l´assortimento di birra è stato ampliato ed è stato aggiunto il radler al limone tipico di Villach, il quale già nell´anno successivo alla gara di birra indetta dalla rivista NEWS viene insignito del premio "il radler al limone più amato dell´Austria".
Nel 2008 il birrificio avvia il progetto sull’orzo da birra della Carinzia. Obiettivo di questa collaborazione del settore economico e agricolo è di sostenere la coltivazione di orzo da birra di qualità eccellente. A luglio 2008 il Villacher Brauerei compie 150 anni - per questo giubileo si prevedono grandi festeggiamenti.
Nel 2009 i direttori del consiglio di amministrazione Clemens Aigner e Josef Pacher assumono la direzione della Vereinigte Kärntner Brauereien AG. Con 255 collaboratori si consegue un fatturato annuo di circa 44 milioni di euro, la produzione di birra è di 280.000 ettolitri. Al Villacher Brauerei viene conferito lo stemma austriaco. Oltre ai 150 anni di successo dell´azienda, il motivo è anche l´impegno da parte dell´azienda nella vita sociale delle associazioni, organizzazioni, manifestazioni dell´intera regione.
Come partner del settore gastronomico il birrificio introduce l´iniziativa "Con la cultura della birra per il piacere della birra". L´obiettivo è incentivare la cultura della birra nel settore gastronomico. Si continua ad investire nella produzione aprendo un nuovo impianto di filtrazione.
L´arte di produrre la birra a Villach vanta un´antica tradizione.
Già nel medioevo si documentano diversi birrifici che producono la birra a pietra. Lo slancio vero e proprio inizia a partire dal XVII e XVIII secolo. Il vino, fino ad allora la bevanda preferita nelle città , a causa dell’aumento delle tasse per le molte guerre intercorse diventa costoso per gli stessi abitanti delle città .
Nel 1738 per la prima volta si documenta che un oste di nome Jakob Fischer possiede un birrificio per la produzione di birra a pietra. Egli possiede un´osteria allora di proprietà dello stato accanto ad un convento di frati cappuccini nella periferia più bassa di Villach. La sua proprietà e l'adiacente osteria Schiestl vengono assemblati nel 1765. Più tardi la stessa azienda prende il nome di "Hotel Brauhaus", oggi conosciuta come "Villacher Brauhof".
L´oste e macellaio Johann Fischer ricomincia a produrre birra. Fa ristrutturare il birrificio per la produzione di birra a pietra dei suoi predecessori, dismesso all'inizio del XIX secolo in seguito ai disordini provocati dalle guerre napoleoniche, trasformandolo in un birrificio per la produzione di birra a caldaia.
Questo evento segna la nascita del "Villacher Brauerei". All´inizio Fischer produce la birra principalmente per la propria osteria situata sulla Bahnhofstraße. Il giardino per gli ospiti del locale si trova nel giardino del convento dei frati cappuccini lasciato aperto nel 1786 e acquistato da Franz Fischer, il padre di Johann Fischer.
Il Villacher Brauerei oggi si trova proprio lì.
Nel 1888 Johann Koutnik, che sarebbe diventato poi il genero dell´erede del birrificio Alois Fischer, entra in azienda come apprendista birraio e nel 1894 consegue la sua qualifica da mastro birraio.
Nel 1894 all´età di ventiquattro anni diventa il primo procuratore dell'azienda ed è l´unico responsabile del birrificio Fischer. Annualmente vengono prodotti 6.000 ettolitri di birra che già da molto tempo non vengono serviti soltanto nella propria osteria. Negli anni a venire Koutnik riesce, anche grazie allo slancio economico della città di Villach, ad incrementare sempre più la produzione.
Nel 1900 per la prima volta si raggiunge una produzione annua di 16.000 ettolitri e la città permette all´azienda di utilizzare lo stemma cittadino. In questo modo il birrificio Fischer diventa definitivamente la Villacher Brauerei.
Nel 1901 Johann Koutnik acquista l'azienda dal suocero per un prezzo di 118.000 corone e inizia subito ad ampliare il birrificio. L´intero processo di cottura ed il successivo travaso in fusti e bottiglie vengono automatizzati come anche viene installato un raffrescamento artificiale per le cantine adibite alla fermentazione ed alla conservazione. Per il funzionamento dell´impianto viene impiegata una macchina a vapore Tandem con 120 PS, che dal 1901 produce anche corrente elettrica.
Le birre del birrificio Fischer, la cui principale qualità è la "Brauerei Fischer Märzen Bier", riscuotono un successo sempre più grande. All´esposizione mondiale del 1905 nella città belga di Lüttich un prodotto di Villach viene addirittura insignito di una medaglia d'oro.
Dopo l´installazione della nuova sala cottura tra il 1907 ed il 1908 si ottiene la maggiore produzione mai avuta prima della prima guerra mondiale con una capacità pari a 42.875 litri. Non solo in Carinzia nascono nuove sedi dell'azienda ma anche nella Carniola nell´attuale Slovenia come anche a Trieste, Istria, Pula e Venezia.
La birra del birrificio Fischer viene venduta addirittura a Brindisi ed in Ancona.
La prima guerra mondiale influisce sulla produzione.
Nel 1916 a causa della carenza di generi alimentari, il birrificio non riceve più nessuna fornitura d´orzo. La produzione di birra diminuisce di più di 40.000 litri fino ad arrivare a 5.242 litri (esercizio 1916/1917). Nei singoli stati cade la monarchia, i mercati di allora scompaiono improvvisamente a causa delle elevate barriere doganali.
Oltre al blocco delle esportazioni il proprietario del birrificio di ritorno dalla guerra Johann Koutnik è consapevole del fatto che anche nel piccolo mercato birrario della Carinzia, la concorrenza cresce sempre di più.
Johann Koutnik riesce a rimettere insieme le forze:
Il 30 agosto il birrificio Fischer insieme ad altri birrifici dell’Austria meridionale fonda la "Vereinigte Kärntner Brauereien Aktiengesellschaft". Con il conferimento in natura della Villacher Brauerei Fischer Johann Koutnik assume il 48 percento del capitale sociale, il resto viene suddiviso tra i birrifici annessi e i piccoli investitori.
La Vereinigte Kärntner Brauereien AG riesce ad ampliare le proprie quote di mercato.
Nel 1926 è il più grande birrificio in Carinzia e produce circa un terzo della quantità di birra prodotta a livello nazionale. La crisi economica mondiale degli anni 1930 e 1931 provoca tuttavia delle gravi perdite. Nonostante le avverse condizioni il 1 agosto 1936 per la prima volta si festeggia il Villacher Kirchtag, oggi una delle principali feste poplari austriache più che mai legata all’arte birraria.
Johann Koutnik e sua figlia Dorothea Dobay (più tardi Grubissich) detengono insieme il 49 percento delle quote azionarie della Vereinigte Kärntner Brauereien AG.
Dal 1939 sia la produzione che il mercato iniziano a riprendere. L´11 settembre 1941 Johann Koutnik muore. Le sue quote vengono rilevate dalla figlia Dorothea Grubissich. Nonostante le difficoltà provocate dalla seconda guerra mondiale, nell’esercizio 1943/1944 si raggiunge il massimo limite di capacità del birrificio e quindi una produzione record di 90.000 ettolitri.
Negli anni 1944 e 1945 tuttavia i bombardamenti e i locali e le strutture aziendali incendiate compromettono il futuro del birrificio.
Nel 1947 è quasi terminata la ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale.
Dopo aver superato gli anni di crisi la produzione riprende a crescere. Il comportamento dei consumtori è tuttavia cambiato. Si passa in maniera evidente dal consumo di birra alla spina alla birra in bottiglia, cosa per cui si è reso necessario un´evidente cambiamento nel processo di travaso in bottiglia. Nell´esercizio 1956/1957 la produzione annuale arriva a 108.520 ettolitri.
La birra più amata dai carinziani ora è la Villacher Märzen. All’esposizione mondiale del 1958 a Bruxelles viene insignita del "Prix d´Excellence".
Dopo la ricostruzione della sala cottura nel 1964 nell’esercizio 1965/1966 grazie al boom di presenze straniere in Carinzia per la prima volta si raggiunge una produzione superiore a 200.000 ettolitri.
Inoltre la birra di Villach viene esportata anche in Italia e nell´ex Jugoslavia mentre la maggior parte degli altri burrifici austriaci sono ancora concentrati sul mercato nazionale. L´Italia settentrionale ad oggi è rimasta un´importante fetta di mercato della storica azienda austriaca.
Tra il 1966 ed il 1968 nascono nuovi edifici adibiti alla fermentazione e alla conservazione.
L´epoca delle confezioni in legno è definitivamente terminata. Nella Villacher Brauerei nel 1972 tutta l´azienda passa alle cosiddette bottiglie euro e alle casse di plastica rosse salvaspazio e salvapeso, oltre ai fusti in metallo. Seguono altri investimenti negli impianti.
Nel 1976 con la Glockner Pils si introduce un nuovo tipo di birra che sin dall´inizio ha subito riscosso un enorme successo.
Nel 1982 muore Dorothea Grubissich. Lascia in eredità la sua quota aziendale a sua nipote Madeleine Herberstein.
Nello stesso anno nasce il cosiddetto patto d´intesa sulla birra che da decenni ha delineato la politica commerciale dei birrifici austriaci. Ora ogni locale può liberamente scegliere quale birrificio prediligere come fornitore.
Per la Vereinigte Kärntner Brauereien AG ciò rappresenta l´inizio di un´altra offensiva. In questo modo la birra di Villach passa ad una dimensione ancor più grande di quanto aveva raggiunto fino ad allora diventando la "Birra Carinziana" per eccellenza.
Inizia anche il boom delle esportazioni. Nel 1985 per la prima volta vengono forniti in Italia settentrionale più di 30.000 ettolitri di birra di Villach. Nello stesso anno per la prima volta dal 1945 di nuovo si ritorna a vendere più birra alla spina che in bottiglia. Il motivo non è soltanto il cambiamento delle abitudini dei consumatori austriaci ma anche una nuova politica aziendale.
La birra di Villach si afferma come importante partner nel settore gastronomico.
La Vereinigte Kärntner Brauereien AG nel 1990 assume al 100 percento la Unteregger GmbH, a Villach, azienda specializzata nella produzione di attrezzature per il settore gastronomico.
Nel 1992 vengono sospese le esportazioni di birra in Serbia a causa della crisi jugoslava. Nel 1993 la Vereinigte Kärntner Brauereien AG assume la Schleppe Brauerei di Klagenfurt, la cui esistenza è stata documentata per la prima volta nel 1607. La storica azienda, di cui già dagli anni 70 si deteneva una quota del 33 percento, viene lasciata nella sua sede originale. Da allora la birra di Klagenfurt viene distribuita con il marchio "Schleppe Bier" soprattutto nel capoluogo della Carizia Klagenfurt oltre alla zona orientale e meridionale della Carinzia.
Die Strategie, den Gastronomiekunden Gesamtlösungen anzubieten, wird konsequent weiterverfolgt. Zur Erweiterung des Sortiments um ein umfassendes Sortiment an alkoholfreien Getränken erwirbt man 1995 die Fima GNG Leber GmbH, in Villach, die 2008 mit der Vereinigten Kärntner Brauereien AG fusioniert wird.
Neben eigenen Produkten wie der bekannten Villacher Limonade ergeht die Abfülllizenz von Almdudler an die Vereinigte Kärntner Brauereien AG. Starke Marken stellen eine wertvolle Bereicherung des alkoholfreien Sortiments für die Gastronomie dar.
Dopo la ristrutturazione nel 2000 il birrificio Schleppe a Klagenfurt si afferma di nuovo come birrificio produttore di specialità birrarie, sviluppandosi inoltre come centro di cultura della birra e dell'arte birraria. La rinomata distilleria Pfau di Valentin Latschen si trasferisce in uno scantinato con soffitto a volta dell’edificio, il nuovo salone degli eventi di Schleppe diventa il palcoscenico di svariate manifestazioni.
A Villach nel 2004 si dà il via libera ad un grande investimento: Si inizia la costruzione di una nuova sala cottura e la ristrutturazione delle cantine adibite alla fermentazione ed alla conservazione.
Il primo settembre 2005 è stata inaugurata la nuova sala cottura del Villacher Brauerei, una pietra miliare per l´ammodernamento del birrificio. La vecchia sala cottura in cui dal 1964 sono stati prodotti dodici milioni di ettolitri di birra, viene messa a disposizione come KunstHausSudhaus per esposizioni d´arte ed eventi culturali.
Nel 2005 la Vereinigte Kärntner Brauereien AG acquista i diritti di marchio per la birra Piestinger e inaugura un deposito a Markt Piesting, cittadina della Bassa Austria. Da allora si produce la birra Piestinger secondo l´ormai consolidata antica tradizione - il birrificio è stato fondato nel 1841 a Villach.
Nel 2006 l´assortimento di birra è stato ampliato ed è stato aggiunto il radler al limone tipico di Villach, il quale già nell´anno successivo alla gara di birra indetta dalla rivista NEWS viene insignito del premio "il radler al limone più amato dell´Austria".
Nel 2008 il birrificio avvia il progetto sull’orzo da birra della Carinzia. Obiettivo di questa collaborazione del settore economico e agricolo è di sostenere la coltivazione di orzo da birra di qualità eccellente. A luglio 2008 il Villacher Brauerei compie 150 anni - per questo giubileo si prevedono grandi festeggiamenti.
Nel 2009 i direttori del consiglio di amministrazione Clemens Aigner e Josef Pacher assumono la direzione della Vereinigte Kärntner Brauereien AG. Con 255 collaboratori si consegue un fatturato annuo di circa 44 milioni di euro, la produzione di birra è di 280.000 ettolitri. Al Villacher Brauerei viene conferito lo stemma austriaco. Oltre ai 150 anni di successo dell´azienda, il motivo è anche l´impegno da parte dell´azienda nella vita sociale delle associazioni, organizzazioni, manifestazioni dell´intera regione.
Come partner del settore gastronomico il birrificio introduce l´iniziativa "Con la cultura della birra per il piacere della birra". L´obiettivo è incentivare la cultura della birra nel settore gastronomico. Si continua ad investire nella produzione aprendo un nuovo impianto di filtrazione.